Zoro' Story
Erano passati ormai molti anni da
quando le vicende di Rufy & Co. si erano concluse ma in una casa quelle
fantastiche e incredibili avventure venivano ancora ricordate...
<Nonno, nonno, ci racconti di quando navigavi con il grande Re dei Pirati?
> domandò una bimba dagli occhi profondi ed espressivi sedendosi
sulle ginocchia del suo amato nonno.
<Come?!? Ancora? Ma sarà almeno la centesima volta!> protestò
l’anziano.
<Dai Papà! Lo sai che i bambini adorano le tue favole!>
<LE MIE NON SONO FAVOLE!> < Ho vissuto davvero quelle esperienze!>
<Si, certo scusami!> ”Uff, non sopporto più questo vecchio
rimbambito! Il dottore ha detto che non bisogna contraddirlo ma è
veramente pesante!” Pensò l’uomo guardando il padre con
un‘aria sconsolata.
Non era più quello di un tempo, no, non esisteva più l’uomo
che riusciva a usare la famigerata tecnica delle tre spade. Al suo posto
c’era un vecchio che raccontava favolette ai nipoti facendoli sognare.
Danki non aveva mai creduto alle storie di suo padre, erano troppo inverosimili!
Lui al contrario di sua sorella, Nami, odiava quell’uomo, lo stesso
uomo che non aveva mosso un dito per salvare sua madre!
<Va bene, però questa è l’ultima volta!> sospirò
il vecchio.
Ogni volta che ricordava quelle esperienze sentiva un forte dolore al petto,
quasi gli venisse pugnalato il cuore. Ogni volta sentiva il terrore di un
tempo,una sensazione che non avrebbe mai dimenticato, il terrore di rimanere
solo, senza di LEI, quando si era messa in mezzo per salvarlo, per salvare
la persona che amava.
Una lacrima rigò il suo viso, però prima che i parenti se
ne potessero accorgere l’asciugò con il palmo della mano.
<Allora, che avventura volete sentire?>
<Quella di Nami, quella di Nami!> gridarono i due bambini entusiasti.
“No, non quella, non potrei resistere” pensò l’uomo
sforzandosi di non piangere.
<Ma come papà, io pensavo che ti piacesse raccontare quello che
gli altri hanno fatto per te!> disse malignamente il figlio.
<Adesso basta Danki, tu non capirai mai il dolore che ho nel cuore!!!!>
<Già, però tu non hai alzato un dito per salvare la mamma!>
protestò Danki
Ogni volta era la stessa storia, quando toccavano quell’argomento.
Lui aveva perso la sua amata, solo dopo parecchi anni era riuscito a sposarsi
e a creare una famiglia.
<Avanti bambini, andiamo via da questo vecchio rimbambito> tuonò
Danki.
<...>
SBAM
La porta si era chiusa violentemente dietro il figlio, l’uomo provava
una fitta al cuore e avvicinandosi alla finestra i suoi pensieri iniziarono
a ricordare avvenimenti dolorosi,era consapevole di dover affrontare l’argomento,
non aveva mai detto la vera storia, o almeno,integralmente...
Amava i suoi figli e la sua defunta moglie, su quello non c’erano
dubbi ma la maggior parte del suo cuore apparteneva ad una persona, o meglio
a tre persone...
50 ‘anni prima...
<Umh, temo che tra non molto si abbatterà una tempesta!>affermò
la cartografa.
<E con ciò? Siamo insieme ora! Non ci potrà accadere niente!>
rispose lo spadaccino avvicinandosi alla sua amata cingendole la vita.
<Che vorresti dire?>
<ASSOLUTISSIMAMENTE NIEEEEEEEEENTE!>
<Smettila di fare lo spaccone, solo tre giorni fa ho pensato seriamente
di perderti!> disse la ragazza baciandolo a tradimento.
Nei giorni precedenti infatti Zoro aveva combattuto contro Sanji per poter
stare finalmente insieme alla sua adorata,il combattimento era durato tutta
la notte e si sarebbe prolungato se non fosse stato per Nami che, quando
Sanji stava per dare il colpo di grazia allo spadaccino si era messa in
mezzo rendendosi conto dei suoi veri sentimenti: non poteva vivere senza
Zoro.
Lo chef vedendo quel gesto aveva compreso i sentimenti della sua amata e
si era reso conto di aver perso.
Come era nei patti Sanji se ne andò dicendo addio per sempre a Nami,
a Danki e a tutti i compagni, Rolonoa compreso, dicendogli queste parole:
<Mi raccomando,prenditi cura di lei e non farla mai soffrire... TI PREGO!
Rendila felice, giuramelo!>
<Te lo giuro amico> rispose lo spadaccino
Zoro naturalmente voleva tenere fede alla promessa e per questo non si staccava
mai un momento dalla sua cartografa “preferita”.
I giorni trascorrevano tranquillamente, i figli di Nami adoravano Zoro,
soprattutto il giovane Danki, frutto del precedente amore tra Sanji e Nami;Il
piccolo però non era mai riuscito a considerare il cuoco come un
padre, insomma non lo vedeva da quando era nato e ora aveva già 7
anni compiuti!
Voleva invece molto bene a Rolonoa, che malgrado conoscesse da poco si era
dimostrato molto premuroso e affettuoso nei suoi confronti nonostante la
fama di spadaccino combattivo e spietato.
Nami si era resa conto di amare il ragazzo dal profondo del cuore e a volte
fantasticava sul loro futuro e si chiedeva come sarebbe potuta essere la
loro vita se 10 anni prima non avessero commesso quegli stupidi errori,
tuttavia era felice della sua vita attuale e cercava di non rimuginare troppo
sul passato, la piccola Lilìh anche se aveva solo un anno dimostrava
tutto il suo affetto al nuovo “papà!” come poteva, per
esempio facendogli dei mega -sorrisi che non aveva mai fatto a nessuno.
Finalmente la ciurma trovò il famigerato ONEPIECE!
Il tesoro non era costituito da gioielli o denaro ma era una collezione
di lettere, lettere scritte dalla ciurma di Gold Roger; tra queste anche
una indirizzata al figlio del temibile Roger, Rufy.
Tutti decisero di lasciare anche loro un pensiero...
Rimasero su quell’isola per qualche giorno poi ad un certo punto accadde
una cosa che non si sarebbe aspettato nessuno.
Era da parecchio tempo che lo spadaccino pensava a come dire a Nami la sua
intenzione, voleva che avvenisse in un modo speciale,doveva trovare l’occasione
giusta!
Un giorno all’alba...
<Nami... scusa... ecco, avrei... ecco avrei bisogno...> non riusciva
a finire la frase, non si era mai sentito tanto agitato, aveva le mani sudate
e le parole gli morivano in gola.
<Dimmi, cosa c’è?> chiese la ragazza avvicinandosi regalando
un meraviglioso sorriso all’imbarazzatissimo spadaccino
<Ecco...> “Dio,quant’è carina” pensò
tra sé e sé “Avanti, diglielo, ORA O MAI Più”
continuava a ripetersi, poi finalmente trovò il coraggio tanto cercato
<NAMIMIVUOISPOSARE?> domandò Zoro tutto d’un fiato
<Come scusa? Potresti parlare un po’ più piano?>
<MI... mi... MI VUOI SPOSARE?>
Nami scoppiando in lacrime buttò le braccia al collo del suo amato
e gli sussurrò all’orecchio <si, lo voglio>
I due si baciarono appassionatamente e finito di farsi le “fusa”
andarono ad annunciare la notizia a tutta la ciurma.
E’ inutile dire la frenesia dei giorni successivi, per far si che
tutto fosse pronto al più presto.
Dopo un mese si svolse finalmente la cerimonia nel villaggio dove avevano
sconfitto Arlong, ma anche il paese dove aveva trascorso la sua infanzia
la ragazza.
Fu un bellissimo rituale, Nami volle come damigelle Kleya e Albida che per
l’occasione si erano persino truccate e Kleya aveva rinunciato al
suo “inseparabile” cappello.
Danki fece da paggetto, mentre Sanji e Rufy da testimoni.
Alla fatidica frase “Può baciare la sposa” i due ragazzi
si sentirono le persone più felici del mondo... la felicità
di quel momento era però destinata a finire non molto più
tardi di quel giorno speciale.
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Zoro ricordando il passato non poté fare a meno di sentirsi terribilmente
addolorato.
“Se solo quel giorno... se quel giorno non si fosse messa in mezzo
ora LEI e anche LORO sarebbero ancora in vita” pensò non riuscendo
a trattenere le lacrime.
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<Zoro, sai una cosa?> Disse Nami avvicinandosi a Rolonoa <Ti amo
tanto>
<Ti amo tanto anche io mia piccola ladruncola> rispose rievocando
il passato chiamandola in quel modo.
<Ora devo proprio andare dai bambini Tesoro, cerca di resistere!>
disse lei in tono ironico.
Zoro rimase a fissarla finché non sparì dalla sua visuale
e iniziò a lucidare le sue katane.
Erano sposati da quasi due settimane e lui non riusciva ancora a crederci,
la donna che aveva amato per lunghi 10 anni ma che non aveva potuto vedere
era lì, con lui.
Ad un certo punto sentì un urlo, quando accorse di sopra vide uno
spettacolo orribile: Danki e Lilìh erano a terra, privi di vita.
<Ma cosa... cos’è successo? > mormorò con un filo
di voce
“No, non può essere vero!” disse tra le lacrime
<E così tu saresti il grande Rolonoa Zoro, lo spadaccino più
forte del mondo?!
Rolonoa voltandosi vide un ragazzo che non avrà avuto più
di 20 anni che teneva una pistola puntata alla tempia della moglie.
<LASCIALA> sibilò a denti stretti con uno sguardo pieno d’odio.
<NON DARMI ORDINI!! O vuoi che finisca come loro?> Disse indicando
i due bambini.
<Cosa vuoi?>
<Combattere!>
<PERFETTO, ACCETTO LA SFIDA MA ORA LASCIALA!> gridò con tutto
il fiato che aveva in corpo.
Il nemico lasciò la presa e Nami corse verso il marito
<Oh Zoro! Danki... sigh sob... Lilìh...> Non riuscì
a finire la frase, il dolore era troppo forte.
Lo spadaccino sapeva come si sentiva la ragazza e l’unica cosa che
riuscì a fare fu di abbracciarla forte a sé.
<Allora, sei pronto?> urlò lo sfidante
<...>
Zoro non rispose neanche, si gettò sul nemico con una ferocia mai
vista prima.
Lo scontro continuava però era Rolonoa ad avere la peggio, ad un
certo punto l’altro estrasse la pistola
“E’ la fine” pensò il ragazzo che non aveva più
neanche la forza di muovere un dito.
Ma la pallottola non arrivò mai a lui: Nami si era messa in mezzo
per salvarlo
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Zoro ancora oggi pensava all’uomo che in pochi attimi gli aveva tolto
le persone a lui più care e che gli aveva tolto la sua unica ragione
di vita: NAMI.
Il periodo immediatamente dopo la morte della sua famiglia aveva smesso
di mangiare, di dormire, si sarebbe lasciato morire ma grazie all’aiuto
di Rufy e degli altri piano piano riuscì a venirne fuori...
Quando si fu ripreso cercò in continuazione quell’uomo ma inutilmente,
era come sparito nel nulla...
Anni e anni dopo si era risposato e aveva avuto due figli, un maschio e
una femmina, che volle chiamare Nami e Danki, in memoria della sua amata
famiglia.
Dopo alcuni anni di matrimonio la moglie morì di malattia, ma ora
non poteva lasciarsi andare, aveva due figli, doveva vivere per loro.
Danki non sapeva che la madre fosse morta di malattia, era sempre stato
convinto che fosse stata colpa del padre, ma non aveva mai cercato di aprire
gli occhi o meglio, non aveva mai voluto, neanche dopo i continui sforzi
della sorella, più grande di lui, che era a conoscenza della verità.
Così aveva iniziato ad odiare il padre...
Erano passati ormai gli anni e Zoro si era arreso, suo figlio non voleva
aprire gli occhi e non li avrebbe mai aperti...
Sospirò affacciandosi alla finestra e guardando il cielo vide Nami,
Danki, Lilìh e tutta i suoi amici, lui era l’unico ancora in
vita...
Scoppiando a piangere sussurrò <Scusami Nami, e voi tutti, ormai
mi sono arreso, ha vinto la realtà...>
The End
Akane: Bhè,questa
è stata la prima storia in assoluto ke ho scritto! Quindi siate clementi!!!!!!!!!!!!
Zoro: #____#
Akane: Perché fai quella faccia?
Zoro: Perché non mi fai finire peggio intanto ke c’eri?
Akane:^^’’’’ ! Passiamo ai disclaimers: i personaggi
non appartengono a me, ma ai rispettivi autori! Compresi Danki e Lilìh,
che sono proprietà della testolina della bravissima Naminami!
Ora vi saluto,alla prossima^____^
Ah, dimenticavo!!! Mandatemi i vostri commenti, chiarimenti e perché
no, anche critiche, purché costruttive all'indirizzo akane_86@libero.it
Ci conto!!!!
FINE
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